|
 La sede
centrale del Dipartimento di Progettazione Urbana e di Urbanistica si trova dove un tempo sorgeva il Conservatorio dello Spirito Santo, la cui costruzione fu iniziata nella seconda metà del ‘500 ad opera della Confraternita degli Illuminati dello Spirito Santo, costituitasi sotto la direzione del padre domenicano Ambrogio Salvio allo scopo di svolgere attività benefiche.
In un primo momento i Confrati, come narra il Celano, si riunivano nella chiesa dei Santi Apostoli e successivamente in quella di San Giorgio Maggiore; poi, acquistato un terreno presso la Porta Reale, vi avevano eretto una piccola chiesa e nel 1562 avevano deciso di fondare due conservatori, “ […] uno per le figliuole vergini de’ poveri confrati, l’altro per le figliuole, ed altre donzelle, che stavano in potere di donne prostitute, con pericolo di perdere la virginal pudicizia.”
Era accaduto in seguito che il vicerè duca di Alcala’, “ […] per tirare la strada dell’Incoronata fino alla Porta Reale […] fece demolire la detta Chiesa, pagando le spese. I Confrati presto comprarono alcune case e giardini in questo luogo che anticamente veniva detto il Bianco mangiare, e vi adattarono una piccola chiesa, con pensiero di erigerne una al maggior segno magnifica: come in effetto fu eseguito: e nel giorno del Protomartire S. Stefano dell’anno 1563, in tempo del Cardinal
Alfonso Carafa Arcivescovo, fu posta, colle solite solennità dei riti, la prima pietra [della chiesa dello Spirito Santo]; ed anco si faceva faticare
alla gagliarda nell’erezione del Conservatorio, dove nell’anno 1564 si principiarono ad introdurre le figliuole delle Prostitute, avendo ottenuto dai Ministri Regj facoltà di toglierle a forza dalle Madri renitenti. In progresso di tempo, colle continue elemosine dei Napoletani, e la Chiesa e il Conservatorio si videro ampliati nella forma che ora si vede; e quando l’opera stava in vigore, vi sono state da 400 figliuole. Queste si allevarono nel santo timor di Dio, ed in ogni altra virtù a donna onorata convenevole. In età poi da poter deliberare se a Dio la donzella vuole offerire la sua verginità, le si dà l’abito in detto Monistero; se vuol maritarsi, e v’è persona onorata e dabbene, che per moglie la ricerchi, se le dan cento scudi di dote.”
Della raccolta di fondi per il Conservatorio si occupavano la Compagnia dei Verdi e l’Arciconfraternita dei Bianchi dello Spirito Santo.
Per accrescere le rendite del Conservatorio, nel 1590 era stato fondato il Banco dello Spirito Santo, collocato nel grande cortile a sinistra della chiesa e a cui si accedeva o dalla chiesa stessa, attraverso la Cappella della Compagnia dei Verdi, o dal portale su via Toledo.
Particolare della veduta di A.Baratta, 1670
Particolare della veduta di P.Petrini, 1748
Da questo primo cortile si passava nel cortile successivo, che era quello del Conservatorio, attraverso l’ingresso situato di fronte e in corrispondenza rispetto al portale di via Toledo.
Nel 1816, aboliti i monasteri, l’edificio venne acquisito, insieme all’attività del Banco, dall’ amministrazione del Banco delle Due Sicilie e nel 1860, con l’Unità d’Italia , confluì nella fondazione del Banco di Napoli; divenne poi la sede principale del Banco di Napoli fino al 1939, quando fu inaugurata la nuova sede centrale in una parte dell’edificio del Municipio.
Nel secondo dopoguerra, il Banco di Napoli decise di procedere ad una ristrutturazione dell’edificio dello Spirito Santo e conferì tale incarico all’architetto Marcello Canino. Quello che fu realizzato tra il 1966 e il 1972 fu un vero e proprio intervento di sostituzione edilizia: molte delle architetture del passato furono abbattute, con pochi recuperi in funzione scenografica. I fronti di via Forno Vecchio e di via Pignatelli furono arretrati, delimitando con cancellate gli antichi tracciati delle strade.
Il portale originario, sul grande cortile dell’antico Banco in via Toledo, è stato lasciato sul nuovo corpo di fabbrica. Nel secondo cortile dell’edificio, dove si trovava il chiostro del monastero, a testimonianza della struttura preesistente oggi purtroppo restano solo residue sagome di archi di quello che un tempo era il chiostro settecentesco.

Vista del portale originario su via Toledo Vista dei resti degli archi settecenteschi
GIA' DIRETTORI DEL DIPARTIMENTO DI PROGETTAZIONE URBANA
Prof. Uberto Siola
Prof. Vanna Fraticelli
Prof. Rosalba La Creta
Prof. Filippo Alison
Prof.
Claudio Claudi de Saint Mihiel
GIA'
DIRETTORI DEL DIPARTIMENTO DI PROGETTAZIONE URBANA E DI URBANISTICA
Prof.
Claudio Claudi de Saint Mihiel
|